José Gallegos y Arnosa (1857-1917)
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José Gallegos y Arnosa


 Questo articolo fu scritto a Roma nel 20 ottobre 1917
GALLEGOS y ARNOSA (José)
Nato in Xeres( Espagne),nel 1857.
Vit à Rome.

E oggi un mese dacché spegnavasi in Anzio, per improvvi so attacco cardiaco, l'operosa vita del forte e fine pittore spagnolo José Gallegos, nato in Xeres, nella bella Andalusia, nel 1857, fu allievo del Madrazo, professore nella Accademia di Belle Arti di Madrid; uscito dall' Accademia si affermo,giovanissimo, quale pittore di vaglia negli studi da lui fatti specialmente nel Marocco. Il suo primo quadro, “Bottino di Guerra”, lo rilevò un forte colori sta ed un geniale combinatore di masse pittoriche. Dal Marocco per breve tempo tornò in Spagna donde venne in Roma ove visse gil anni della sua migliore gioventù, e della sua feconda maturità

In molte esposizioni, segnatamente a Venezia ed a Berlino, ottenne medaglie d’oro; i suoi quadri altemente quotati si ritrova no oggi nelle ricche galleria private della Germania, nella Russia, nelle Americhe; nelle Gallerie d’Arte moderna di Madrid, a di Pie~ trogrado.
II Gallegos sentiva squisitamente l’arte in ogni sua forma; e mentre, lavoratore instancabile, compiva una tela dopo l’altra, portandole tutte ad un grado di finitezza e di dettaglio tutto affatto caratteristico nel suo fine pennello, modelllava cere e disegnava architetture in modo degno di an maestro del Rinascimcnto. Tutti in Roma rammentano 1’altare, che meglio dovrebbe chiemarsi un monumentaic Ciborio, da lui costrutto per la cattedrale di Xeres una superba concesione nello stile gotico spagnolo dei prima tempi, alta 6 metri dallo zoccolo, decorata da 64 statuini di bronzo di deliziosa fattura.

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Vogliamo rammentare, fugacemente, quelli fra i quadri del Gallegos che più interessano il modo dell’arte.”Il Battesimo”; un bagliore di luci che dal Fonte battesimale, dalle candele, dagli argenti, dalle griglie di ferro emanano in tanti raggi dai singolari riflessi. ”Dopo la Corrida”; ove i “Toreadores” nei loro ricchi e variopinti costumi si recano al Tcmpio. ”L’ora della preghiera”; un gruppo di devoti che dalla gran porta, bruciata dal sole, entra nella tetra e cupa basilica appena rischiarata dalle gotiche antiche vetrate. E dello stesso tipo: ”Nella chiesa dei Francescani”; altro gioco delle luci provenienti dai tetri, ampi finestroni. E così in tutta una serie di quadri iI Gallegos riproduce maestralmente contrasto tra iI sole ardente della sua Spagna e quel cupo, terrificante gelo che afferra chi entri in una delle grandi solenni cattedrali della Spagna, ove si deve pensare che imperari non il Dio dell’amore e della misericordia, ma il Dio della vendetta!.

A questi fa contrasto tutta una serie di lavori in piena aria e piena luce, nella folle gamma di colore dei fiori più svariati, degli alberi fioriti, della natura in festa. ”La processione della Croce”; d’un movimento e d’un colorito senza uguale, che fa dire al critico Mario Passarge: ”La processione é di una tale meravigliosa verità e potenza che si pensa di udire i1 canto dei cori e di percepire il fumo degli incensi.” Viene poi ”iI Bolero”; gruppo di vivaci. danzatrici nella più viva luce, sotto una gloria di pianti rampicanti ricolme di una miriade di mirifici fiori. “Il Corteo del Battesimo”; una teoria di ricchi antichi costumi spagnoli in un ridente via le d’alberi in fiore. ”Il Giorno dei Morti in Roma”; i banchi ricchi delle più belle varietà di crisantemi cui si approssima la povera madre in gramaglie per acquistare, ultimo pegno del suo amore, una bracciata di fiori.
Studio de Jose Gallegos

Couturieres EspagnolesL’ultimo tipo dei lavori del Gallegos si ha in una serie di quadri di piccolo dimensioni, di incomparabile finezza, rappresentanti per lo più scene della vita monastica che si svolgono in sontuose sale di conventi. Rammenteremo ”Fra i libri” ed ”Una domanda difficile”; gruppi di monaci, un cardinale, dei domenicani, immersi nella consultazione di maestosi ”in folio”.

José Gallegos, sebbene sentisse intensamente Ia vita e l’arte italiana, conservò sempre come i1 Fortuny e tutta la scuola del Fortuny il carattere delle sua terra nativa. Egli dipinse, e la sua produzione é stata veramente straordinaria per abbondanza e per squisitezza d’opere, nella campagna romana, a Vanezia, nel Golfo di Napoli, ad Ischia.. ma sempre I suoi lavori conservarono vivo a netto il carattere della pittura spagnola.

L’ opera del Gallegos si distingue e rimarrà per le sue spiccate caratteristiche; la singolare ottima tecnica, la mirabile arte nella composizione, l’insuperabile senso del colore.

Roma 20 ottobre 1917

 




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